Il regime forfettario consente a professionisti, lavoratori autonomi e piccoli imprenditori di beneficiare di una tassazione agevolata. Per il 2027, salvo nuove proroghe, potrebbe però ridursi la platea di dipendenti e pensionati che possono accedere a tale regime o continuare ad applicarlo.
Quali sono i requisiti per accedere al regime forfettario?
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato riservato alle persone fisiche che esercitano attività d'impresa, arti o professioni.
Prevede l'applicazione di un'imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività in presenza delle condizioni previste dalla normativa.
Per accedere al regime e continuare ad applicarlo è necessario rispettare contemporaneamente determinati requisiti economici e non incorrere in cause di esclusione.
1. Ricavi e compensi non superiori a 85.000 euro
Nell'anno precedente, i ricavi o i compensi percepiti non devono superare complessivamente gli 85.000 euro. In presenza di più attività con codici ATECO differenti, si considera la somma dei relativi ricavi e compensi. Per chi avvia l'attività nel corso dell'anno, il limite viene ragguagliato al periodo di attività.
2. Spese per dipendenti e collaboratori entro 20.000 euro
Le spese lorde sostenute nell'anno precedente per lavoro dipendente, collaboratori e altre tipologie di lavoro previste dalla normativa non devono superare complessivamente i 20.000 euro.
3. Reddito da lavoro dipendente o pensione entro la soglia prevista
Chi percepisce anche redditi da lavoro dipendente o assimilati, compresi quelli derivante da pensione, deve verificare il limite applicabile nell'anno precedente a quello in cui intende avvalersi del regime.
Qual è il limite di reddito per dipendenti e pensionati con Partita IVA?
La Legge di Bilancio 2026 ha confermato, anche per quest'anno, l'innalzamento da 30.000 a 35.000 euro della soglia di reddito da lavoro dipendente e assimilato, compresi i redditi da pensione, prevista per l’accesso al regime forfettario.
La misura riguarda i contribuenti che, oltre a svolgere un'attività autonoma con Partita IVA, percepiscono anche uno stipendio o una pensione.
Per il 2027, in assenza di un nuovo intervento normativo, tornerà ad applicarsi il limite ordinario di 30.000 euro. Per verificare la possibilità di accedere al regime forfettario nel 2027, occorrerà quindi considerare il reddito da lavoro dipendente o assimilato percepito nel 2026.
Attenzione: il limite non si applica se il rapporto di lavoro dipendente è cessato nell'anno precedente.
Chi ha interrotto il rapporto di lavoro nel 2026 può accedere al regime nel 2027 anche se il reddito da lavoro dipendente percepito nel 2026 supera la soglia prevista, fermo restando il rispetto degli altri requisiti.
Quali sono le cause di esclusione dal regime forfettario?
Anche quando i requisiti economici sono rispettati, alcune situazioni impediscono di applicare il regime agevolato.
1. Fatturazione all'ex datore di lavoro: non è possibile fatturare prevalentemente (ossia più del 50%) nei confronti del datore di lavoro attuale o di quello avuto nei due anni precedenti (o a società a lui riconducibili).
2. Controllo di Società a Responsabilità Limitata (Srl): non è possibile applicare il regime forfettario quando si possiedono quote di controllo (diretto o indiretto) in una Srl la cui attività economica è riconducibile o simile a quella della tua Partita IVA.
3. Partecipazioni in Società di Persone: È vietato avere contemporaneamente quote in società di persone (Snc, Sas) o associazioni professionali.
4. Regimi IVA Speciali: sono escluse dal regime forfettario le attività che utilizzano già regimi speciali IVA (es. agricoltura, editoria, agenzie di viaggio, vendita tabacchi).
5. Residenza fiscale: in linea generale, il regime è precluso ai soggetti non residenti. È prevista un'eccezione per i residenti in uno Stato dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni, purché almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto sia realizzato in Italia.
6. Vendita di fabbricati o veicoli nuovi: L'attività non deve riguardare in via esclusiva o prevalente la cessione di fabbricati, porzioni di terreno edificabile o mezzi di trasporto nuovi.
Cosa succede se non si rispettano i requisiti o si verifica una causa di esclusione?
La perdita del regime forfettario non comporta sempre l'uscita immediata. Le conseguenze dipendono dal requisito non rispettato o dalla causa di esclusione che si verifica.
In particolare, per quanto riguarda il limite di ricavi e compensi, occorre distinguere due situazioni.
- Ricavi o compensi superiori a 85.000 euro, ma inferiori a 100.000 euro: l’applicazione della tassazione agevolata prevista dal regime forfettario cessa dall'anno successivo. Per esempio, se nel 2025 i ricavi o compensi sono stati pari a 90.000 euro, dal 2026 non sarà più possibile applicare il regime forfettario.
- Ricavi o compensi superiori a 100.000 euro: il regime cessa nello stesso anno in cui viene superata la soglia. L'IVA è dovuta a partire dall'operazione che determina il superamento della soglia. Per esempio, se la soglia viene superata nel corso del 2025, le operazioni successive a quella che determina lo sforamento devono essere assoggettate a IVA.
Se viene meno un altro requisito o si verifica una causa di esclusione, in linea generale il regime cessa dall'anno successivo a quello in cui si è verificata la condizione ostativa.
Chi non può più applicare il regime agevolato deve quindi passare al regime fiscale ordinario previsto per la propria attività, con gli adempimenti conseguenti. Tra questi possono rientrare l'applicazione dell'IVA, la determinazione del reddito secondo le regole ordinarie, la liquidazione delle imposte dovute e gli obblighi contabili e fiscali previsti per il nuovo regime.
È importante verificare tempestivamente la propria posizione: salvo nuove proroghe, il ritorno alla soglia di 30.000 euro potrebbe infatti escludere alcuni contribuenti che nel 2026 hanno potuto beneficiare del limite più elevato.