Le detrazioni per carichi di famiglia sono state aggiornate dalla Legge di Bilancio 2025 e dal Decreto correttivo della fine del 2025.
Chi può essere considerato familiare a carico?
L’art. 433 del Codice Civile definisce le figure che il contribuente può considerare fiscalmente a suo carico.
Possono essere considerati a carico anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero:
• il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
• i figli (compresi i figli adottivi, affidati o affiliati).
Esistono inoltre altri familiari che possono essere considerati a carico, a condizione che abbiano la stessa residenza del contribuente o ricevano da lui un assegno di mantenimento:
• il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
• i discendenti dei figli;
• i genitori (compresi quelli adottivi);
• i generi e le nuore;
• il suocero e la suocera;
• i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);
• i nonni e le nonne.
Quali requisiti devono avere i familiari per essere considerati a carico?
I criteri stabiliti dall’Agenzia delle Entrate riguardano il reddito e l’età:
• Limiti di reddito: restano invariati per tutti i familiari
Un soggetto è considerato fiscalmente a carico se possiede un reddito non superiore a 2.840,51 euro annui oppure 4.000 euro per i figli fino a 24 anni.
• Limiti di età: novità per i figli
Per i figli fino a 21 anni, la detrazione è sostituita dall’Assegno Unico, riconosciuto in base al valore ISEE. I figli con più di 21 anni possono essere considerati a carico solo fino al compimento dei 30 anni.
Restano, invece, a carico i figli con un’età maggiore a 30 anni, ma con disabilità.
Qual è la detrazione per un familiare a carico?
Le detrazioni per carichi di famiglia riducono l’imposta lorda calcolata sui redditi da lavoro dipendente o assimilati e sui redditi da pensione.
L’importo varia in base al reddito del contribuente e alla tipologia di familiare a carico.
• Coniuge
L’importo della detrazione varia da un massimo di 800 euro, per redditi inferiori a 15.000 euro a un minimo di 690 euro per i redditi da 15.000 fino a 40.000 euro. Oltre questa soglia, la detrazione diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi per i redditi superiori a 80.000 euro.
• Figli
Per ciascun figlio spetta una detrazione massima di 950 euro, che si riduce all’aumentare del reddito.
• Altri familiari
La detrazione massima riconosciuta è pari a 750 euro, che diminuisce con l’aumentare del reddito.
Come faccio per richiedere le detrazioni per familiari a carico?
La richiesta di riconoscimento della detrazione può essere fatta:
• direttamente al datore di lavoro o all’INPS e viene riconosciuta mensilmente in busta paga;
• con la dichiarazione dei redditi.
Quali spese posso recuperare nella dichiarazione dei redditi per i familiari a carico?
Nella dichiarazione dei redditi è possibile richiedere il rimborso pari al 19% di alcune spese sostenute per i familiari a carico tra cui:
• Spese sanitarie;
• Interessi del mutuo, se immobile e contratto di mutuo sono cointestati;
• Spese di istruzione;
• Spese per attività sportive;
• Spese per assicurazioni sulla vita, contro gli infortuni o per rischio di non autosufficienza.
È possibile anche dedurre alcune spese, ossia ridurre l’importo del reddito sul quale verranno poi calcolate le tasse.
Sono incluse in questa tipologia:
• Contributi previdenziali e assistenziali, ad esempio l’assicurazione INAIL delle casalinghe;
• Contributi per forme di previdenza complementare.